MAPPE CONCETTUALI E DSA

Spesso si sente parlare di “mappe concettuali” e del loro utilizzo in ambito didattico, ma Cosa sono? A cosa servono? Come possono essere “utili” agli studenti? Come testare la loro efficacia?

La spiegazione tecnica di mappa concettuale è “rappresentazione grafica delle relazioni tra più concetti che originano da un concetto principale” parole interessanti ma andiamo ad analizzare a fondo qual è il vero significato e utilizzo di queste “relazioni”.

Negli anni 70 famosi pedagogisti, come Novak e Gowin, nella ricerca dei processi di apprendimento, giunsero alla conclusione che per riuscire a ricordare con efficacia i concetti è necessario comprendere le relazioni che li collegano fra di loro.  Da questa importante intuizione per organizzare e rappresentare la conoscenza è nata la mappa concettuale. Oggi l’innovazione didattica è legata alla personalizzazione degli apprendimenti e l’uso costruttivo della tecnologia e dell’informatica, come mezzo di potenziamento all’apprendimento, sta imponendo la mappa concettuale come strumento utile.

Come realizzare una mappa efficace?

Comporre una buona mappa è una abilità che deve essere allenata e guidata, almeno inizialmente, da un adulto in modo che lo studente acquisti autonomia e capisca le caratteristiche utili attraverso la successione delle seguenti fasi:

  1. Lettura:

È necessarioleggere con attenzione il testo, evidenziando i concetti principali e secondari e usando, eventualmente, anche colori , possibilmente diversi al fine di sottolineare le varie informazioni. Fruttuoso è anche segnare con delle frecce o aggiungere degli appunti a margine quelle che sono le relazioni fra i vari argomenti affrontati.

  1. Sintesi:

Questo passo è determinante per selezionare le informazioni  fondamentali e costruire degli schemi logici validi necessari non solo nella fase di realizzazione della mappa , ma anche di assimilazione ed esposizione.

  • Realizzazione:

In quest’ultima fase bisogna organizzare e riportare i concetti su di un foglio di carta oppure su un PC attraverso l’uso di software specifici in modo da poter integrare video, audio e altri elementi multimediali.  Ciò permette di rendere il lavoro personalizzabile, di ridurre i tempi di esecuzione e di archiviare infine i lavori svolti.

Attraverso questa fase di associazione tra immagini e contenuti si permette allo studente di compensare le proprie cadute specifiche.

Perché una mappa è uno strumento di aiuto all’apprendimento?

Una delle caratteristiche fondamentali della mappa è la sintesi, saper raccogliere in pochi concetti fondamentali tutto ciò che viene descritto in tante e lunghe pagine dei classici libri di testo. Pertanto, la mappa determina una notevole riduzione della “fatica” dell’apprendimento, in modo che tale processo sia più rapido.  Questa è un’importante caratteristica per uno studente il quale è nato, cresciuto ed è stato educato in un mondo digitale dove l’uso della tecnologia ha notevolmente “velocizzato” i ritmi quotidiani della nostra vita, basti pensare che con un semplice clik si può inviare un messaggio in tempo reale, visualizzare ed ottenere informazioni in diretta, prenotare un viaggio, eseguire un bonifico e così via dicendo.  Tutto ciò, com’è stato scritto precedentemente, è notevole per tutti gli studenti ed è ancora più determinante per studenti che soffrono di Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA).  Quest’ultimi generalmente utilizzano uno stile cognitivo globale e hanno difficoltà nel cogliere le informazioni in sequenza, riescono ad avere una visione di insieme grazie ad un modo di pensare visivo, basato sull’uso dell’immagine, piuttosto che verbale e inoltre prediligono uno stile uditivo per rielaborare, memorizzare e recuperare informazioni. Uno studente DSA non può permettersi di leggere più volte un argomento e ricavarne i riassunti da consultare prima delle verifiche, poiché la sua difficoltà nella lettura non solo rallenterebbe i tempi ma affaticherebbero la sua mente rendendo precario il processo di comprensione. Dunque la mappa concettuale è fondamentale in quanto permette di organizzare dal punto di vista visivo tutte le informazioni da immagazzinare e di aggiungere ad ogni concetto un’immagine personale ed evocativa. L’associare il concetto ad una immagine favorisce il processo di memoria e il successivo recupero delle informazioni specialmente durante la fase dell’esposizione orale, in quanto permette di visualizzare anche l’ordine di presentazione degli argomenti.

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